L’albero di Natale

L’albero di Natale di Milano 2022 si accenderà in Piazza del Duomo, il 6 dicembre alle 17.00, e sarà firmato VeraLab. Sarà proprio lei Cristina Fogazzi, l’Estetica Cinica che illuminerà l’albero di Natale dei milanesi. Lei che di estetica se ne intende, lei che di cinismo è la regina, lei che parla in modo cattivello ma schietto, chissà se addobberà l’albero anche di consigli, su come sopravvivere alle feste comandate e al cibo?

Alla base dell’albero, che era destinato all’abbattimento, verrà allestito un villaggio natalizio con orsi, pinguini e renne.

“We wish you to be yourself” è il messaggio, vale a dire: ti auguriamo di essere te stesso.

Un bellissimo messaggio: cinico? No, affatto.

Un messaggio di rinascita personale, un messaggio di cura per sé stessi. Amare prima di tutto sé stessi non è cinismo, non è egoismo: è la base per amare gli altri.

È il senso dell’armonia. L’euritmia tra mente e corpo è fondamentale per la connessione funzionale con gli altri.

L’Estetica Cinica addobberà l’albero di Natale di Milano, con una mano tesa a Casa Enzo Jannacci, che offre un tetto a chi un tetto non ha. VeraLab donerà il controvalore dell’importo dell’energia consumata per illuminare l’albero a Casa Jannacci, dormitorio comunale di Milano.

Ma perché si usa addobbare l’albero a Natale?

Per rispondere bisogna andare indietro nel tempo, incrociare fiabe e rituali sacri o perdersi nelle nebbie di leggende e credenze, a volte discordanti tra loro.

Ma su un indizio sono tutti d’accordo. L’origine di questa usanza è da ricercare tra il freddo delle nevi d’Europa.

Per le popolazioni germaniche era simbolo dell’abbondanza; sulle rive del Baltico, danzare sotto l’albero era propiziatorio per la ricerca dell’anima gemella.

Ma la vera rivoluzionaria nell’uso dell’albero come addobbo, come elemento estetico, fu una duchessa polacca (nella seconda metà del 1500) che per prima ebbe l’intuizione di portare l’albero “all’interno”, proprio per addobbare un angolo vuoto della sua prestigiosa dimora. Fu una vera e propria rivisitazione dell’albero, molto apprezzata nelle corti d’Europa e nelle dimore di prestigio delle famiglie nobili, e divenne poi consuetudine.

L’albero di Natale oggi è oggi il simbolo del Natale più prettamente commerciale; è sicuramente più di tendenza rispetto al Presepe. Una volta invece era proprio il presepe lo spettacolo popolare più caratteristico del Natale a Milano. Ve ne erano in tutta Milano: “la folla accorreva, confrontava, commentava in uno stato d’animo ondeggiante fra la meraviglia, la compunzione e l’allegria. Solo intorno alla Piazza del Duomo ce n’era una dozzina” testimonia Gino Giuliani in All’insegna della vecchia Milano, del 1946.

Il primo albero di Natale a livello istituzionale fu ordinato dalla Regina Margherita e fu allestito al Quirinale.

L’albero tradizionalmente si accende l’8 dicembre, per l’Immacolata, a Milano si anticipa al 7 per Sant’Ambrogio, quest’anno al 6: cinismo o esigenza di calendario?

Milano avrà in tutto diciannove alberi di Natale sponsorizzati da prestigiosi brand internazionali da Dior, per l’albero di Natale in piazza della Scala ad Acqua di Parma per quello di Via Statuto; da Chanel per piazza Cordusio, a Swarovski per Galleria Vittorio Emanuele II.

Gli sponsor che hanno illuminato l’albero di Natale dei milanesi negli anni passati sono stati: nel 2021 Gva Redilco&Sigest, nel 2020 Coca-Cola, nel 2019 Esselunga, nel 2018 Unipol, nel 2017 Sky Italia, con il supporto operativo di Live di IGPDecaux e nel 2016 Pandora.

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